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La dieta è uno stile di vita!

Vitamina B7, la sua importanza nella dieta

domenica 27 febbraio, 2011

Le vitamine del gruppo B sono tante e tutte possiedono funzioni importanti per l’organismo; oggi vi parleremo della B7, una vitamina che recentemente è stata al centro di diversi studi.

La vitamina B7, conosciuta anche come inositolo, secondo i ricercatori dell’University College di Londra, assunta nei primi mesi di gravidanza, insieme all’acido folico, potrebbe eliminerebbe il rischio di spina bifida, ovvero una malformazione che provoca ai bambini dei gravi problemi neurologici; attualmente l’acido folico è in grado di garantire una protezione solo del 70%, quindi se lo studio inglese venisse confermato, con l’aggiunta di vitamina B7, la protezione per le donne in dolce attesa sarebbe totale.

Oltre a questa importantissima scoperta, l’inositolo possiede anche diverse altre proprietà, in quanto appartiene al gruppo di vitamine fornite dalla dieta che favoriscono la disintossicazione dell’organismo; infatti, la vitamina B7 è utile anche nel caso in cui si voglia depurare il sangue dopo un’intossicazione alimentare oppure dopo una lunga cura farmacologica.


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Vitamina B7, la sua importanza nella dieta, pubblicato su DietaLand il 27/02/2011

© Daniela per DietaLand, 2011. | Commenta! |
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Le medicine? Non sempre servono.

lunedì 21 febbraio, 2011

Molte sono superflue, altre semplici doppioni, altre ancora, come i ricostituenti, addirittura inesistenti. Ma perché vengono prodotte e soprattutto prescritte? Significa che in commercio ci sono medicine inutili?
Vi riposto la risposta,trovata su un’intervista di un paio di anni fa (ma sempre molto attuale), di Silvio Garattini direttore dell’importantissimo Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”.
R. Prendiamo, per esempio, i “ricostituenti”. E’ un po’ che se ne parla: sono solo un’invenzione pubblicitaria senza la minima base scientifica, tanto è vero che non compaiono in nessun testo di farmacologia. Eppure molti medici continuano a prescriverli. Ma è pazzesco pensare che esistano prodotti capaci di “ricostituire” qualcosa nell’organismo. Fa ridere chiunque abbia una minima conoscenza della chimica. Che cosa contengono? In genere aminoacidi e vitamine, cioè sostanze che si assumono nelle giuste quantità con il cibo. Mentre le dosi in più vengono eliminate automaticamente.
D. Quindi non servono a niente neanche i preparati multivitaminici…
R. E’ naturale. E lo stesso discorso vale per gli integratori di sali minerali. A meno che una persona malata non possa nutrirsi a sufficienza: ma allora sarà il medico a prescrivere i dosaggi adatti di sali e vitamine al singolo paziente, in base alla sua costituzione fisica. Negli ultimi anni, comunque, c’è stato un vero boom di farmaci fantasiosi. Basti pensare a quelli che promettono di migliorare la memoria. Ce ne sono di diversi tipi, ma si basano tutti su tesi discutibili. Alcuni, per esempio, dovrebbero addirittura modificare la composizione dei mediatori chimici a livello cerebrale. Ma, anche ammesso che questo sia vero, nessun paziente fino a ora è riuscito a potenziare davvero la sua memoria grazie alle pillole.
D. Ma come è possibile che questi prodotti arrivino sul mercato? Non c’è proprio nessun controllo?
R. In teoria sì. Il ministero della Sanità dovrebbe analizzare tutti gli studi condotti sul nuovo farmaco, e verificarne così l’efficacia, prima di autorizzarne la vendita. Ma evidentemente c’è qualcosa che non funziona, e non solo per quanto riguarda i preparati inutili. Oggi, in Italia, ci sono circa dodicimila farmaci. Sono troppi, ne basterebbe la metà. Molti infatti sono copie di prodotti già esistenti: noi li chiamiamo me-too, cioè “vengo anch’io”. In pratica, quando le industrie si accorgono che un prodotto “tira”, ne propongono uno identico sotto altro nome. Come i principi attivi del Valium, che si trovano nella stessa composizione in dieci confezioni diverse. In altri casi, invece, le industrie aggiungono al principio attivo di base sostanze che dovrebbero potenziare l’effetto del farmaco. In realtà, nessuno è ancora riuscito a dimostrare che l’aspirina associata alla vitamina C sia più efficace, o che gli antibiotici funzionino meglio con l’aggiunta di vitamine o di mucolitici. Siamo soltanto nel campo della concorrenza industriale. E’ sorprendente, però, che farmaci identici abbiano prezzi che possono variare, in più o in meno, anche del trenta per cento… E, soprattutto, è grave che queste oscillazioni di prezzo compaiano anche nel prontuario nazionale, cioè nel catalogo delle medicine pagabili dalla mutua. Il fatto è che lo Stato, invece di comprare solo il farmaco meno caro, li prende tutti. Non solo. Non si fa nemmeno fare degli sconti, come avviene in qualsiasi campo quando si acquistano grandi quantità di prodotti. Evidentemente si cerca di favorire l’industria per garantire, oltre ai guadagni, il lavoro ai dipendenti. Una preoccupazione per altro lecita. Ma è bizzarro il fatto che sia proprio il ministero della Sanità a prendersi carico del problema, visto che semmai competerebbe a quello dell’Industria.

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Fonte originale: Psiche e Soma

Le medicine? Non sempre servono.


Allarme obesità: più frutta e verdura a tavola!

lunedì 16 marzo, 2009

Una alimentazione carente di frutta e verdura porta inevitabilmente ad una insufficiente assunzione di vitamine normalmente necessarie per i fabbisogni dell’organismo, nel quale regolano una serie di reazioni metaboliche. Uno dei principali difetti dell’alimentazione di molti italiani è l’eccessivo apporto di grassi e zuccheri, a fronte di una scarsità di vitamine e altri importanti elementi organici presenti in abbondanza nella frutta e nella verdura.
Uno dei rischi della società cosiddetta “del benessere” è l’obesità, una malattia cronica dovuta ad un eccesso di peso che può comportare complicanze cardiovascolari e dell’apparato muscolo-scheletrico nonché aumentare il rischio di patologie croniche quali diabete, problemi cardiocircolatori, ipertensione e infarto.
Nel commentare la proposta formulata in Inghilterra nel corso della British Medical Association a Clydebank, la Coldiretti ha affermato che, piuttosto che tassare la cioccolata è meglio promuovere il consumo della frutta e dei principi della dieta mediterranea che possono contribuire in modo decisivo alla lotta al sovrappeso e all’obesità e aiutano nella prevenzione di numerose malattie.
Il crollo del 20 per cento nei consumi familiari di frutta e verdura, avvenuto negli ultimi cinque anni, con una tendenza all’abbandono dei principi della dieta mediterranea soprattutto nelle giovani generazioni, sta mettendo a rischio – sostiene la Coldiretti – la “forma” e la salute degli italiani.
Secondo recenti studi pubblicati sul British Medical Journal dell’universita’ di Firenze, la dieta mediterranea riduce del 13 per cento l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer, del 9 per cento quella per problemi cardiovascolari e del 6 per cento quella del cancro.
Occorre pertanto – conclude la Coldiretti – intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu’, anche nelle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole.
Per una dieta equilibrata è quindi consigliabile consumare quanta più frutta e verdura, specie se di provenienza biologica. Questi alimenti dovrebbero essere considerati da tutti come le nostre “medicine naturali” proprio perché possiedono notevoli proprietà medicinali, soprattutto se consumati crudi.

Non far mancare in tavola ogni giorno questi alimenti è la migliore cura di salute e bellezza.


Vitamine: quali sono i rischi?

domenica 22 febbraio, 2009

Vitamine ...

Ultimamente ci arrivano spesso notizie riguardanti l’effettiva efficacia legata all’assunzione  dei complessi vitaminici. Una notizia dell’Ansa ci riporta per l’ennesima volta sull’argomento e ci induce a riflettere circa l’utilita’ dei complessi multi-vitaminici per rafforzare il sistema immunitario e prevenire malattie gravi quali tumori o patologie cardiovascolari: a dedicare al tema un vasto approfondimento e’ il ‘New York Times’ che fa il punto sugli ultimi studi in materia. Recenti ricerche suggeriscono addirittura un potenziale aumento dei rischi di sviluppare alcuni tipi di cancro a fronte dell’assunzione regolare di vitamine in pillole. Un’indagine dell’universita’ del North Carolina ha a questo proposito osservato come in esperimenti su topi con tumore cerebrale e’ risultato che i ratti che seguivano una dieta a basso contenuto vitaminico avevano tumori piu’ piccoli degli animali che consumavano molte vitamine. Alcuni esperti, tra cui Peter Gann dell’universita’ dell’Illinois sospettano che ”molte vitamine antiossidanti siano in realta’ anche ‘ossidanti”, che possano cioe’ in determinati contesti organici causare piu’ problemi di salute che prevenirli”. Ma la maggior parte delle ricerche ha sinora piu’ che altro concluso che un regime multi-vitaminico e’ inutile per quanto riguarda la prevenzione di malattie croniche o gravi: e’ il caso dello studio condotto su 160.000 donne, il ‘Women health initiative’ che non ha riscontrato alcun beneficio nell’uso dei supplementi. Un’ eccezione e’ il consumo di calcio in pasticche: la sua assunzione regolare abbasserebbe i rischi di polipi del colon precancerosi del 15%. Eppure, nonostante la mancanza di certezze sulla loro efficacia, circa la meta’ degli americani adulti usa qualche tipo di vitamina per un costo di 23 miliardi di dollari l’anno.