Uno studio inglese della Bristol University, pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health, sostiene che i bambini che si alimentano abitualmente con quello che viene definito junk food (cibo spazzatura), rischiano di avere un quoziente intellettivo più basso dei coetanei che seguono una dieta più sana.
I ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di 3.966 bambini confrontando quelli che consumavano regolarmente cibi pronti e trasformati ricchi di grassi e zuccheri con quelli che seguivano una dieta a base di verdure, frutta e pasti preparati in casa.
Considerate altre variabili importanti per lo sviluppo cognitivo di un bambino, come il livello di istruzione della madre, l’agiatezza socio-economica della famiglia e la durata dell’allattamento al seno, i risultati dello studio hanno rivelato, a parità di condizioni, un divario di ben cinque punti nei quozienti intellettivi dei bambini che hanno sempre mangiato sano e quelli che invece erano abituati ad alimenti da fast food.
Pauline Emmett, la responsabile della ricerca, ha affermato che, anche migliorando la qualità dell’alimentazione, per alcuni bambini potrebbe essere troppo tardi, perché gli effetti nocivi possono essere cronici: «I bambini che mangiano troppi cibi zuccherati o confezionati non hanno abbastanza vitamine, che significa che il loro cervello non può raggiungere il suo livello ottimale».
Lo sviluppo del cervello infatti, come spiegano i ricercatori, è molto rapido nei primi anni di vita. Sembra che ciò che accade più in là negli anni sia invece meno importante.
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La Romagna terra ricca di prodotti enogastronomici per i prossimi mesi presenta un calendario ricco di eventi. Brisighella e Riolo Terme sono alcuni dei luoghi in cui trascorrere delle ore all’insegna della scoperta di sapori spesso legati alla tradizione.
Eventi dedicati agli appassionati della buona cucina e non solo dove scoprire le specialità di una terra che offre davvero tante idee per dei weekend all’insenga del buon cibo.
Meta ideale per il turismo enogastronomico dove si combinano diversi fattori: tradizione, cultura, ricette e sapori a volte dimenticati.
Tre eventi da marzo a maggio da segnare sul calendario.
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Finalmente avete deciso di perdere peso; ci passiamo tutti prima o poi. Ma, con tante diete differenti, pillole, consigli e informazioni, come riuscire a non perdere la testa??
Certo come sempre il consiglio principale è quello di farsi prescrivere una dieta da un medico esperto di nutrizione ma questi più che consigli dietetici vogliono essere un spunti di riflessione e suggerimenti su come affrontare anche mentalmente una dieta.
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Per la prima volta, gli scienziati hanno collegato la preferenza per un alimento, il cioccolato, ad un marker specifico che può essere programmato nel sistema metabolico ed è rilevabile dalle prove di laboratorio. Il marker è attivo negli amanti del cioccolato e spento in tutti gli altri.
Lo studio fatto da ricercatori svizzeri e inglesi accende una luce su una nuova branca della medicina che potrà finalmente classificare gli individui in base al loro tipo metabolico e che potrà essere usato per programmare diete adattate ai bisogni individuali. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Proteome Research dell’ American Chemical Society.
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