Negli ultimi decenni si parla molto del consumo di carni rosse e dell’uso eccessivo che si fa nella società del benessere di proteine animali. Questo come si sa, ha portato all’incremento di alcune patologie come alti tassi di colesterolo e alcune forme tumorali che sono emerse da studi fatti negli ultimi decenni.
Ultimamente da studi effettuati dal Brigham and Women’s Hospital and Harvard Medical School di Boston è emerso che un incremento del consumo di carne rossa può portare a sviluppare il cancro alla mammella.
Altri studi finanziati dall’Oms e condotti dall’«European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition», hanno reso noto nella rivista del National Cancer Institute, che c’è una larga incidenza di cancro all’intestino in chi consuma molta carne rossa.
E’ difficile però poter cambiare radicalmente le proprie abitudini alimentari, soprattutto se si è abituati a mangiare da sempre carne e a questa spesso è difficile rinunciare a favore di un uso di proteine alternative quali la soia, i legumi e i loro derivati.
E’ utile però sapere, se non si vuole rinunciare a mangiare carne, che esiste una grossa differenza tra la carne proveniente da allevamenti biologici e quella proveniente da allevamenti intensivi.
Quello che differenzia un allevamento biologico da uno intensivo è la possibilità di pascolo, l’impiego di foraggi in sostituzione di mangimi di origine industriale e la cosa più importante, la rinuncia ai farmaci di sintesi.
Infatti, al fine di prevenire l’insorgere di gravi epidemie legate ad una esasperata concentrazione degli animali negli allevamenti convenzionali, necessariamente si somministrano di routine grandi quantità di chemioterapici. Inoltre, in questi allevamenti gli antibiotici vengono regolarmente aggiunti al mangime anche per incrementare il peso degli animali, oltre alla somministrazione di ormoni quali veri e propri fattori artificiali di crescita.
E’ utile inoltre sapere che ad esempio, la cosidetta fettina di vitello che presenta un colore chiaro è il risultato di vitelli che vengono mantenuti volutamente in uno stato anemico e nutriti con polvere di latte e speciali additivi in grado di evitare che la carne assuma la colorazione rossastra.
Se proprio si desidera mangiare carne è utile avere una corretta informazione e rivolgersi possibilmente ad allevamenti biologici certificati per evitare di mangiare un cibo sicuramente proteico ma ricco di residui tossici così dannosi per la salute.
In linea generale si consiglia un uso minimo di carni rosse e un maggiore consumo di proteine vegetali, quindi più consumo di cereali integrali, di soia e di legumi ovviamente integrati con l’introduzione di ortaggi e frutta fresca possibilmente di origine biologica.
Foto di Kenyai




