Questa è l’anteprima della classifica di Novemembre di Wikio.it. Sono tantissimi i blog interessanti da leggere e da slavare fra i preferti.
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Mi preme confermare all’inizio di questo post che se mangi più di quanto consumi ingrassi. Detto questo vi informi che ci sono altre cose oltre alle calorie che vi potrebbero far ingrassate.
Vediamole insieme:
1. Stress. E’ un circolo vizioso. Lo stress può farvi prendere peso e ingrassare può farvi stressare.
2. Dormire male. Chi dorme non prende pesci ma chi non dorme prende un po’ di chili. Scrivitelo sl comodino e buona dormita!
3. Latte artificiale. Sembra che le persone allattate al seno diventino più difficilmente obese. Probabilmente, ma non è stato ancora confermato, gli ormoni presenti nel latte materno influenzano la futura attività metabolica del lattante.
4. Obesogeni. Sono sostanze chimiche che rompono le scatole agli ormoni che regolano il metabolismo causando un aumento del peso corporeo. Vanno dal Bisfenolo A agli ftalati alla diossina e l’elenco cresce di giorno in giorno.
Cosa fare?
Certo non puoi tornare indietro nel tempo e farti allattare al seno da tua madre, ma puoi provare ad evitare le sostanze obesogene, regolare i ritmi sonno/veglia e cercare di ridurre il più possibile lo stress. Certo mangiare meno e fare un po’ di esercizi aiuta…

Il Dott. Qualunquis: “Ok, signora Sempronis, lei è alto 1,68m, ha 42 anni, il suo peso attuale è di 70kg, e il suo lavoro è sedentario. Pertanto necessita di 1650 kcal giornaliere per mantenere il suo peso e di 1150 kcal giornaliere per scendere a 65 kg in dieci settimane.
Suona quasi plausibile, non è vero? E se la signora Sempronis riuscirà a bruciare ogni giorno 1650kcal, allora l’esperto avrà detto la verità.
Ma naturalmente il nostro dispendio energetico, ovvero quante calorie bruciamo, varia anche di molto di giorno in giorno. Se la signora Sempronis il sabato lo passa facendo scalate, escursioni e lottando con gli orsi ( può essere!) potrebbe aver bisogno di 4000 kcal per arrivare a fine giornata. Poi la domenica la signora Sempronis e I suoi muscoli decidono di stravvaccarsi sul divano tutto il giorno, e il suo fabbisogno energetico si riduce drasticamente, più o meno intorno alle 1200 kcal. Perciò, steso corpo, esigenze differenti.
Il fabbisogno dell’organismo varia ogni giorno ed per questo che cerco di invogliare le persone ad imparare a capire quale sia il proprio invece di affidarsi a delle tabelle generiche. Qual’è il punto? Una scienza che ci dice di seguire un regime alimentare non adatto a noi non è una scienza intelligente.

I prodotti made in Italy sono da sempre imitati all’estero. L’ultimo falso Chianti arrivato sul mercato si chiama Key Auntie è prodotto negli Stati Uniti e fa leva sulla pronuncia inglese del nome per ingannare i consumatori. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un vino prodotto dalla Scatter Creek Winery al prezzo di 14,5 dollari alla bottiglia.
Un prodotto che può essere facilmente acquistato su internet e che viene descritto come eccellente per accompagnare la cucina italiana dalla ditta produttrice. Peraltro – continua la Coldiretti – una edizione speciale 2009 è stata realizzata per celebrare l’elezione del presidente degli Stati unti Barak Obama.
Ma imitazioni del vero Chianti Made in Italy sono molto diffuse in tutto il mondo e in California è la Forest Ville a mettere sul mercato dell’improbabile Sangiovese – Chianti, scovato dalla Coldiretti. Si tratta della conferma del fatto che – sottolinea la Coldiretti – il Chianti è il vino italiano piu’ amato, ma anche piu’ imitato all’estero dove sono molte diffuse imitazioni che mettono a rischio l’immagine del prodotto.
All’estero sono falsi piu’ tre prodotti alimentari “italiani” su quattro, con le esportazioni dall’Italia che raggiungono il valore di 18 miliardi di euro e rappresentano appena un terzo del mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy che vale oltre 50 miliardi di euro. La pirateria agroalimentare internazionale – denuncia la Coldiretti – utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: dai vini ai formaggi, dai salumi ai biscotti, dall’olio di oliva ai condimenti. Il rischio reale – conclude la Coldiretti – è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili. Per questo la tutela delle denominazioni di origine è una priorità nell’ambito dei negoziati sul commercio internazionale del Wto.
E’ vero che i prodotti italiani sono legati ad una tradizione così millenaria che è difficilissimo imitarli. Ma per quanto tempo ancora?
Come dice giustamente un mio amico (che involontariamente mi ha segnalato la fonte di questo post) “L’obesità è una malattia grave… sdrammatizziamo un po’ con queste immagini, ma allo stesso tempo riflettiamo.”
Ecco allora alcuni segni che vi faranno capire quando è giunta l’ora di mettersi a dieta!






In questi casi mi sa che come minimo occorre una buona dieta e tanta attività fisica… :)

Dopo aver parlato del colesterolo nelle uova e degli yogurt senza grassi oggi proviamo a sfatare un altro paio di miti.
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Molti degli yogurt che sono negli scaffali hanno molti zuccheri anche se affermano il contrario. I vasetti che sono a gusto Kiwi, fragola, banana,lampone per avere quel particolare sapore devono contenere necessariamente consistenti dosi di zucchero. Nella maggior parte dei casi la frutta impiegata per la produzione di yogurt è di bassa qualità, è danneggiata oppure troppo matura per essere venduta al dettaglio. La reazione naturale del corpo è una immediata risposta ormonale che induce all’immagazzinamento di grassi e si accompagna al contempo con lo stimolo dell’appetito. La soluzione che consiglio è l’acquisto di yogurt bianco magro a cui aggiungeremo noi frutta di stagione selezionata ed eventualmente un cucchiaio di zucchero. Infine non sentirti in dovere di finire l’intero vasetto, il tappo esiste per quello. Spesso un vasetto di questo yogurt nella confezione grande equivale a 2 o 3 diversi snack, ed è preferibile in quanto molto sano.
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Scegli come vuoi morire? Lentamente o velocemente?
Altra pubblicità shock contro il fumo; ne abbiamo pubblicate altre provenienti da tutto il mondo e ancora non sono sicuro del loro effetto dissuasivo anche se spero vivamente che funzionino almeno un po’.
Colgo l’occasione per ricordare che il fumare fa ingrassare non lo smettere. Se non ci credete leggete questo articolo intitolato
“Fumare fa dimagrire? Il contrario, svela una ricerca“.
Nel caso volgiate smettere senza preoccuparvi del peso (non ce n’è bisogno ve lo garantisco io) leggete i “9 motivi per cui è utile smettere di fumare“, “Cosa succede al vostro corpo quando smettete di fumare” e comprate il libro “E’ facile smettere di fumare se sai come fare”

Che dire? E’ molto impressionante come immagine. Fa venire voglia di dimagrire per liberare il Costa che è in noi…
PS trovate altre immagini nel post del blog in punta di penna!

Questa è la traduzione delle frasi dell’immagne: “Ciò chè va nella patatine va dentro di te” “Alcune patatine contengono fino al 33% di olio”
Pubblicità progresso della British Heart Foundation contro l’uso delle pataitne fritte. Voi che ne pensate?
Ho trovato una combinazione di cibi che dopo averli mangiati vi permetteno di sentirvi immediatamente euforci.
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Cuocere nelle pentole di terracotta è certamente un modo sano e salutare di cucinare: gli intingoli, i sughi, le zuppe, i legumi, il pesce. Tutto cuoce meglio, conservando ed accentuando il proprio sapore.
Le terrecotte assicurano un’uniformità di cottura riducendo così la necessità di usare grassi; inoltre, mantengono intatti i sapori, essendo prive delle microcarbonizzazioni tipiche delle pentole in metallo. Sono facilissime da usare: basta immergerle per almeno tre ore in acqua, calda o fredda, quando vengono adoperate la prima volta; dopo di che vanno usate subito, senza farle asciugare.
È consigliabile, infatti, bagnare le pentole per due o tre minuti prima di ogni uso: si otterrà così un miglior rendimento della pentola, cioè un minor tempo di cottura e i cibi non si attaccheranno. Bisogna, inoltre, tenere presente che la terracotta, essendo un ottimo conduttore di calore, fa sì che i cibi continuino a cuocere ancora un po’ dopo aver spento il fuoco.
Prima di riporle, dopo l’uso, farle asciugare bene all’aria aperta e non al chiuso di un mobile. Altra accortezza da usare per non danneggiare la terracotta è quella di mettere tra la fiamma e il tegame una retina spargifiamma.
Possono essere lavate in lavastoviglie o a mano: in questo caso non usare mai spugnette abrasive.
A volte, con l’uso, le pentole potrebbero scurirsi: questo non incide minimamente sulla loro funzionalità, dipende dalle caratteristiche della materia prima e dal tipo di trattamento che hanno ricevuto.
A proposito di materie prime, è consigliabile comprare delle terrecotte costruite artigianalmente, con l’utilizzo di argille che non contengono metalli pesanti: le troverete nei negozi di alimentazione naturale e biologica.
Un’ultima cosa: queste pentole sono così belle e funzionali da permettere di portare le pietanze direttamente dal fuoco alla tavola, per un tocco di allegria e di calore … e con risparmio di stoviglie da lavare.

Questa immagine mostra come, secondo la tecnica di massaggio [W:shiatsu], alcune zone della pianta del piede sono correlate agli organi interni. Basterà massaggiarsi o farsi massaggiare nelle zone corrispondenti agli organi stressati per trarne subito giovamento.
Buon massaggio a tutti!
Ebbene sì, quella che in occidente è considerata la ricetta indiana per eccellenza in realtà non esiste nella cucina indiana tradizionale. Tutto nasce, probabilmente, da un equivoco linguistico; curry è un termine usato dagli inglesi per identificare una particolare miscela di spezie, equivocando sul significato della parola kari, un termine che nell’India del sud indica una pianta aromatica ma anche un metodo di cottura; la parola giusta per indicare una miscela di spezie è masala. In sostanza il cosiddetto curry è in realtà uno dei tanti masala, che ha riscosso particolare favore in occidente.
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Ecco come vi potreste ridurre mangiando, bevendo e fumando senza sosta per qualche mese…
Certo alla fine si scopre che è tutto frutto di un fotoritocco con photoshop ma è comunque impressionante sto video!
Il video invece girato da e in cui vi spiego esattamente cosa serve per dimagrire lo trovate qua:
Buona visione!
Cosa contengono i dadi da cucina che danno sapore alle nostre minestre? Dando un’occhiata agli ingredienti, la conclusione è certa: meglio farseli in casa oppure optare per un biologico di qualità.
Pochi prodotti sono controversi quanto i dadi: esaltati da alcuni per la praticità di impiego e per il gusto che danno ai cibi, detratti da gastronomi e puristi pròprio per il sapore, che appiattisce quello dei diversi preparati. E la controversia riguarda anche la loro salubrità, come ci raccontano le etichette. O almeno come provano a raccontarci, perché non vige l’obbligo di indicare la percentuale degli ingredienti contenuti, né di specificare quali parti dell’animale siano state utilizzate.
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Spesso usate in pubblicità, le seguenti asserzioni sono dette in modo tale che si possono dar loro svariate interpretazioni. Alcune sono addirittura false. E’ riscontrato che molti pubblicitari riescono, con queste frasi ad effetto, a conquistare l’attenzione di consumatori un pò creduloni. E’ tempo di sfatarne un pò e di confermarne qualcuno!
Vero e falso: potete trovare questa risponsa un pò ambigua, ma è realmente il caso di dire così. Nella maggior parte degli articoli salutistici troverete persone che sostengono che tal frutto o tale verdura siano un concentrato incredibile di vitamine. Tra questi, troviamo la banana. Un frutto di per sè non è un concentrato assoluto. Troverete 9 vitamine in una banana ma sono presenti in parti così esigue da non costituire un gran beneficio per la vostra salute. In ogni caso le banane sono ricche di potasso, un nutrimento che combatte la pressione alta.
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