Perché i chili persi ritornano?
Scritto da Antonella | Categoria dieta Martedì 11 Novembre, 2008Dopo un’ attenta analisi, si potrebbe affermare che tutte le diete sono efficaci, ma nessuna funziona veramente. Mi spiego.
La maggior parte delle diete proposte dagli specialisti sono in grado di produrre un reale dimagrimento in chi le segue. Il problema è portare a termine la diete e riuscire a mantenere i risultati conseguiti: la maggior parte delle persone dopo un po’ abbandona la dieta e finisce per riprendere peso (spesso con gli interessi). Dunque, il vero problema di ogni dieta non sta nella sua efficacia ma nel suo mantenimento nel tempo.
Perché, nonostante numerosi sforzi, i chili persi con una dieta ritornano sempre? Le cause, comuni a molti regimi dietetici, sono tre:
1. Mancata analisi delle condizioni psicologiche che spingono a mangiare più del necessario;
2. Mancanza della giusta motivazione;
3. Mancanza della centralità del principio del piacere.
In effetti, nonostante numerosi professionisti propongano la compilazione di un diario alimentare, ciò che viene valutato è sempre ed unicamente il comportamento pratico rispetto al cibo, e mai il vissuto psicologico che lo accompagna. La dietologia è spesso basata solo su rassicuranti calcoli matematici per il computo delle calorie assunte rispetto a quelle bruciate (ndr cfr il mio post sulla dieta), e troppo spesso tende a rifiutare o quantomeno a sottovalutare gli aspetti prettamente psicologici del rapporto con il cibo. Eppure, la maggior parte delle persone mangia in modo esagerato in risposta a determinati stati emotivi; il cibo, spesso e volentieri, è una valvola di sfogo quando ci si sente nervosi, un modo per passare il tempo quando si è annoiati oppure un modo per colmare il vuoto quando ci si sente soli. Non sarebbe allora opportuno, ricercare, analizzare e affrontare le cause psicologiche del soprappeso, oltre a promuovere l’assunzione di un corretto regime alimentare?
E poi, quante volte avete sentito dire che “per dimagrire occorre una volontà di ferro”? Non vi suona come una autoimposizione? In effetti, l’errore sta nel confondere la volontà con la “motivazione”. La volontà si limita unicamente ad un ipercontrollo a livello conscio, mentre la motivazione ha radici profonde, consente di mantenere la rotta senza imporsi costrizioni eccessive. E’ la motivazione, e non la volontà, che ci fa smuovere montagne e realizzare imprese; è il motore che ci fa avanzare. La motivazione ispirata da un obiettivo ha tutte le carte in regola per giungere allo scopo. Tuttavia, come suggeriscono i teorici della PNL, per essere conseguito un obiettivo deve essere SAME, ossia: 1) specifico (per es: “voglio dimagrire e pesare…kg”); 2) attuabile (cioè realistico); 3) misurabile e osservabile; 4) ecologico (non vi devono essere resistenze inconsce).
Infine, quello che rende fallimentare le diete è che si basano tutte sull’idea del controllo, della limitazione e del sacrificio; di conseguenza, prima o poi, diventano insopportabili poiché vanno ad interferire pesantemente con la sensazione fondamentale su cui si basa il nostro rapporto con il cibo: il piacere. E’ evidente come, nella società del consumo e del benessere, mangiare non rappresenta un dovere ma un piacere e, se ci dimentichiamo di questa evidenza,nessun tipo di programma alimentare può resistere nel tempo. Quando si cerca di perdere peso si mette in moto un autocontrollo quasi sovraumano che, come è ovvio, dopo un po’ cede il passo alla resa o, perfino, ad una totale capitolazione. Il nostro cervello non gradisce le imposizioni eccessive, le restrizioni e la monotonia. Per questo motivo, un regime alimentare con regole troppo rigide (ossia una perdita di peso rapida, con principi alimentari assai severi) funziona per un periodo più o meno lungo, ma poi viene inevitabilmente abbandonato.
In questo modo inizia l’infernale ciclo dello “yo-yo”: prima dimagrisco, poi ingrasso. E, nella maggior parte dei casi, acquisto più chili di quanti ne ho perduti. Le restrizioni sono talvolta così rigide (ci si riduce alla fame come in periodo di carestia) che il corpo accumula riserve in vista del prossimo periodo di “vacche magre”. Alcune persone, addirittura, non riescono più a perdere peso neppure con un’alimentazione molto controllata e ridotta al minimo.
Bisogna dunque avere ben chiaro che il dimagrimento senza ripresa dei chili ha luogo:
- nel piacere;
- senza ferree restrizioni;
- in dolcezza (perdita di peso graduale, 1-2 kg al mese);
- con alla base una giusta motivazione;
- ponendo attenzione agli aspetti psicologici del rapporto di ciascuno con il cibo;
- reintroducendo alimenti vietati;
- modificando il rapporto con l’alimentazione e con il corpo;
- facendo del proprio stile alimentare uno stile di vita versatile, applicabile senza grosse restrizioni a tutte le circostanze (inviti degli amici, pasti al ristorante, vacanze all’estero,etc);
- fornendo al corpo l’apporto energetico e nutritivo di cui ha bisogno;
- facilitando il funzionamento del metabolismo.
Articolo scritto dalla Dott.ssa Antonella Giorgio


bell’articolo, ma.. e l’attività fisica come stile di vita? E’ talmente in simbiosi con una corretta alimentazione che non vederla elencata nei punti finali per un corretto dimagrimento mi stupisce al quanto (pur essendo consapevole che l’argomento era l’alimentazione)
i chili persi ritornano perchè la cellula di grasso funziona come una organo vero e proprio e lancia un messaggio al cervello “io ero una cellula grande ora mi hanno fatto diventare piccola…ma io devo tornare come ero prima…ossia grande” e lancuia così il messaggio al cervello di ritornare grande…e si scatena il meccanismo a cascata che porta ad uingrassare nuovamente…per poter “fregare” la cellula grassa occorre mantenere il peso ideale prestabilito per almeno 5 ANNI!!!
perchè il mio lallo non riesce a dimagrire? o meglio, perchè per essere al pari degli altri bisogna necessariamente essere magri?
@ lalla:
cara lalla, non bisogna essere necessariamente magri…infatti ognuno di noi ha un proprio peso forma calcolato in base ad altezza, costituzione, attività fisica, etc…e ciò non significa necessariamente essere magri…
Mathias hai pienamente ragione!
L’attività fisica è fondamentale, e come tu stesso hai dedotto è esclusa dal mio articolo solo perchè si parlava in modo specifico di programmi alimentari. Certo, però, anche quella non deve essere vissuta come una imposizione. Affinchè diventi uno stile di vita, è fondamentale che sia accompagnata al piacere, che non può derivare solo ed esclusivamente dal raggiungimento del risultato, e cioè avere un corpo magro e tonico.
Prossimamente, comunque, scriverò qualcosa al riguardo…