La dieta paradossale
Scritto da Antonella | Categoria dieta Lunedì 3 Novembre, 2008
Di recente, in libreria, mi sono imbattuta in un libro dal titolo curioso “La dieta paradossale” del Dottor Giorgio Nardone. Mi sono detta: “Ma ora anche gli psicologi si mettono a proporre diete?”. Così, travolta dalla mia curiosità, lo ho comprato. Ed è stata una lettura davvero interessante.
L’idea di base è che ciò che impedisce di portare a termine o di mantenere i risultati conseguiti con una dieta è proprio l’eccessivo controllo su cui i programmi dimagranti si basano. Noi psicologi sappiamo bene quanto l’arcaico principio del piacere, che domina la prima fase della nostra vita e che dovrebbe poi cedere il passo al principio di realtà, continui a fare incursioni nella nostra vita adulta. E nella moderna società del consumo e del benessere, mangiare non è certo un dovere, un’esigenza, ma a tutti gli effetti un piacere (non a caso, i disordini alimentari non esistono nelle popolazioni che vivono la limitazione alimentare). Dunque, se il piacere è alla base del rapporto uomo/cibo, perché qualunque programma dimagrante sembra demonizzarlo?
La proposta “paradossale” di Nardone è una gestione dell’alimentazione basata proprio sulla sensazione primitiva (e proprio per questo ineludibile e travolgente) del piacere, e non sul sacrificio e sul controllo. L’idea di base è che concedersi il piacere possa condurre all’acquisizione di una tipologia di controllo equilibrato del cibo: in effetti, mentre chi si astiene porta sempre con sé il desiderio di ciò a cui sta rinunciando, chi si concede il piacere di ciò che desidera dopo un po’ non lo desidera più così tanto. Oscar Wilde, che del piacere ha fatto un’etica, sosteneva che “l’unico modo per liberarsi di una tentazione è abbandonarvisi”.
Dunque il primo passo per la costruzione di una dieta efficace è concedersi i cibi più desiderati, per renderli gradualmente meno attraenti.
L’unica vera prescrizione di questa dieta è: “mangia solo e soltanto ciò che ti piace di più.“ Solo e soltanto nei tre pasti: colazione, pranzo e cena. Nulla fuori dai pasti” (Nardone, 2007). Questa semplice indicazione, permette di far collaborare, piuttosto che mettere in opposizione, piacere e dovere, inducendo all’autoregolazione piuttosto che al controllo forzato.
Per il resto non ci sono prescrizioni, ma solo indicazioni. Ad esempio, immaginare al mattino i cibi che più ci piacciono e come li mangeremo nell’ambiente più piacevole, nel modo più rilassato; curare al massimo il contesto in cui si consumano i pasti e la compagnia, per esaltare al massimo il piacere; scegliere un attività fisica che sia congeniale e piacevole.
La domanda più ovvia è “se posso mangiare senza limiti i cibi che normalmente sono vietati, l’importante è che non lo faccia lontano dai pasti, come faccio a non ingrassare?”. La risposta viene dalla fisica e dalla biologia: ogni sistema tende all’autoregolazione, se non influenzato da fattori che alterano il suo funzionamento. Dunque, una volta liberati dal meccanismo patogeno del desiderio di ciò che è vietato, il nostro corpo e la nostra mente tendono all’autoregolazione. Concentrandosi sul piacere di mangiare solo ciò che si desidera, facendo molta attenzione ai messaggi che il nostro corpo ci invia, si noteranno, in breve tempo, due effetti sorprendenti:
1. Gli alimenti prima tanto desiderati perché vietati perdono la loro attrattiva e ci si ritrova a desiderare ciò che fa bene;
2. Cambia la quantità di cibo richiesta dal nostro organismo per sentirsi appagato, perché “gustare” ciò che ci piace di più ci guida alla regolazione della quantità, per non sciupare il godimento della qualità.
Lo so, per molti aspetti sembra folle, ed è appunto questo il motivo di un nome così curioso come “dieta paradossale”, ma personalmente credo che tutto ciò abbia una certa coerenza logica e una buona possibilità di riuscita. A onor del vero, riporto che il dottor Nardone afferma che questa dieta è il frutto di un’esperienza ventennale di ricerche empiriche e di trattamento dei disordini alimentari, che nell’ultimo decennio è stata applicata con successo in Italia, Europa, Usa e Sud America e che il 91% dei casi trattati ha risolto il suo problema, ovvero ha raggiunto il suo peso forma e lo sta mantenendo nel tempo.
Per ovvi motivi, non ho potuto, in queste poche righe, essere esauriente e spiegare nel dettaglio tutte le indicazioni di questo “stravagante” programma dimagrante, ma mi sento di dire che forse vale la pena provare…Infondo, quanti si sono ritrovati a provare le diete più assurde e più di moda (da quella del minestrone a quella della banana, da quella a zona a quella a punti)? E allora perché non provarne una che si basa sul piacere? Male che vada niente risultati, ma almeno si sarà evitato lo strazio delle rinuncie!
Articolo scritto dalla Dott.ssa Antonella Giorgio
Libro consigliato:

Giorgio Nardone
La Dieta Paradossale
Scogliere i blocchi psicologici che impediscono di dimagrire
Ponte alle Grazie

[…] Dopo un’ attenta analisi, si potrebbe affermare che tutte le diete sono efficaci, ma nessuna funziona veramente. Mi spiego. La maggior parte delle diete proposte dagli specialisti sono in grado di produrre un reale dimagrimento in chi le segue. Il problema è portare a termine la diete e riuscire a mantenere i risultati conseguiti: la maggior parte delle persone dopo un po’ abbandona la dieta e finisce per riprendere peso (spesso con gli interessi). Dunque, il vero problema di ogni dieta non sta nella sua efficacia ma nel suo mantenimento nel tempo. Perché, nonostante numerosi sforzi, i chili persi con una dieta ritornano sempre? Le cause, comuni a molti regimi dietetici, sono tre: 1. Mancata analisi delle condizioni psicologiche che spingono a mangiare più del necessario; 2. Mancanza della giusta motivazione; 3. Mancanza della centralità del principio del piacere. […]
“ogni sistema tende all’autoregolazione, se non influenzato da fattori che alterano il suo funzionamento.”
ma nella nostra socetà aime siamo tartassati dai “GODITI UN TOGO” e tu scema che magari hai acceso due secondi la tv ZAK!!ti fai prendere dalla voglia di schifezze!!! attualmente mi sembra impossibile non essere influenzati..^^
[…] Dopo un’ attenta analisi, si potrebbe affermare che tutte le diete sono efficaci, ma nessuna funziona veramente. Mi spiego. La maggior parte delle diete proposte dagli specialisti sono in grado di produrre un reale dimagrimento in chi le segue. Il problema è portare a termine la diete e riuscire a mantenere i risultati conseguiti: la maggior parte delle persone dopo un po’ abbandona la dieta e finisce per riprendere peso (spesso con gli interessi). Dunque, il vero problema di ogni dieta non sta nella sua efficacia ma nel suo mantenimento nel tempo. Perché, nonostante numerosi sforzi, i chili persi con una dieta ritornano sempre? Le cause, comuni a molti regimi dietetici, sono tre: 1. Mancata analisi delle condizioni psicologiche che spingono a mangiare più del necessario; 2. Mancanza della giusta motivazione; 3. Mancanza della centralità del principio del piacere. […]